| I Vincitori del 40mo CMA |
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| Scritto da Sara Civillini | |||||
| mercoledì 17 gennaio 2007 | |||||
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Carrie Underwood nacque il 10 marzo 1983. La sua famiglia aveva un fattoria a Checotah, Okla, sebbene sia nata nella città vicina, quella resa famosa dalla canzone “Okle From Muskogee” di Merle Haggard. Suo padre lavorava in un mulino e la mamma era insegnante di scuola elementare; Carrie era la più giovane di tre sorelle.
La musica non faceva parte della famiglia ma Carrie iniziò a cantare in chiesa quando aveva 3 anni. A scuola cantava nei ruoli principali e dal 7° anno di scuola, la gente notava sempre di più la sua voce tanto che riuscì a partecipare ad un talent show locale dove ricevette molti complimenti per le sue qualità canore. Le sue preferenza in ambito musicale variavano notevolmente in quanto i genitori amavano le vecchie canzoni mentre le sue sorelle preferivano quelle degli anni ‘80. Cominciò ad ascoltare country in macchina e successivamente venne coinvolta nel programma musicale del liceo; nella sua semplicità continuava a ripetere alla gente che lei sarebbe diventata una cantante famosa. Poi si iscrisse all’università prendendo più seriamente in considerazione la carriera di giornalista televisiva, produsse un programma televisivo fatto da studenti e scrisse un’opera per la scuola.
Un futuro nell’ambito musicale era completamente fuori dalle sue aspettative. Mentre era in collegio ebbe un ruolo in uno show dove imparò a conoscere le leggende della musica country come Patsy Cline e la famiglia Carter. Stava ancora frequentando il college quando gli amici la incoraggiarono a presentarsi all’audizione dell’American Idle. All’inizio non parve intenzionata alla cosa ma ben presto realizzò che se non avesse accettato quella possibilità che le si proponeva dinanzi, si sarebbe diplomata, avrebbe trovato un lavoro e un’occasione del genere non le si sarebbe mai più ripresentata. Così una notte dopo una breve apparizione nello show del college, salì in macchina con la mamma ed un amico, guidarono tutta la notte ed arrivarono a St. Louis alle sei del mattino; l’appuntamento era alle otto per ricevere la targhetta per partecipare all’audizione. Aspettò otto ore prima di cantare la canzone di Martina McBride “Phones Are Ringing All Over Town” per il produttore dell’American Idle, James Breen. Sebbene venne invitata a ritornare il giorno seguente e cantare per il produttore, Carrie non pensava di aver cantato bene. Propose un’altra canzone della McBride “Independence Day” e il turno successivo si esibì con “I Can’t Make You Love Me” di Bonnie Raitt per i giudici dello show che la mandarono ad Hollywood con il suo primo volo aereo. Man amano che le settimane passavano gli altri partecipanti venivano di volta in volta scartati fino a giungere alla finale del 25 maggio 2005 quando Carrie si trovò a gareggiare con Bo Bice; nel momento in cui Ryan Seacrest annunciò il vincitore, Carrie divenne il nuovo idolo dell’America.
Firmò il contratto con la 19 Recordings/Arista Records e lanciò il singolo “Inside Your Heaven” che vide una vendita di 170 mila copie. Entrò nella storia Billboard come la prima artista country e per la prima canzone country a debuttare al primo posto nella classifica Hot 100. Dopo la sua vittoria partì per un tour e alla fine di quell’anno lanciò il singolo per le radio country. Il suo album di debutto uscì a novembre, sei mesi dopo la vincita dell’American Idle. “Some Hearts” divenne un grosso successo portando al primo posto in classifica “Jesus, Take the Wheel”, “Don’t Forget to Remember Me” e “Before He Cheats”. Fece un tour sia con Kenny Chesney che con Brad Paisley nel 2006. Il Country Music Awards le assegnò il suo primo Award nella categoria Horizon e come miglior cantante femminile.
A mio giudizio Carrie Underwood si sarà sentita molto onorata nell’essere premiata fra tanti personaggi di spicco; una ragazza giovane e con grande talento, ha iniziato la sua carriera in modo brillante e sicuramente l’attenderanno molti riconoscimenti da qui in avanti. E’ bello poter vedere e mettere a confronto due generazioni così diverse e ascoltare ciò che l’una e l’altra hanno da proporre al pubblico. Brooks & Dunn ci hanno regalato nel corso degli anni dei veri e propri capolavori che non tramonteranno mai, soprattutto perché ogni canzone viene associata a particolari momenti della vita di ciascuno di noi e quindi i ricordi riemergono e fanno da collegamento fra passato e presente, un presente che ha da proporci giovani artisti come Carrie che sapranno regalarci canzoni altrettanto belle ed emozionanti che accompagneranno la vita di ciascuno di noi. |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 10 febbraio 2007 ) | |||||
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