“Sounds So Good” è uno dei migliori debutti nell’ambito country da molti anni a questa parte, un disco convincente e ottimamente strutturato. Il merito è sicuramente delle indubbie doti vocali di Ashton Shepherd (un mix di Gretchen Wilson, Patty Loveless e Natalie Maines) e della sua bravura come autrice con ben undici canzoni su dodici che portano la sua firma ma anche del fiuto di uno dei più validi produttori di Nashville, Buddy Cannon, uno che non lavora con chi non incontra i suoi gusti.
Mel Sommers, uno dei più romantici singer/songwriters Australiani, ha raccolto in questo One For The Road (Mel Sommers Records, PO BOX 124 Boolaroo NSW 2284 Email
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) 12 delle sue composizioni più conosciute. L’album è ovviamente molto tradizionale e lo stile è quello dei cantautori del bush ma la produzione di Rod McCormack ( che nel cd suona una miriade di strumenti insieme ad altri grandissimi musicisti “down under”) dona all’intero dischetto, oltre che un suono decisamente brillante, anche una sferzata di energia.
Dopo due dischi molto interessanti incisi per la Columbia sotto la produzione del grande Frank Rogers, una delle menti più lucide della Nashville di questi anni, anche Trent Willmon conferma un trend che vede sempre più country singers ‘ripiegare’ verso le piccole etichette. Il musicista di Amarillo, al pari di illustri colleghi come Rodney Crowell, Mark Chesnutt, Clint Black, Tracy Lawrence e Darryl Worley solo per fare qualche nome, approda ad una piccola ed agguerrita label, la Compadre Records per firmare un terzo lavoro che non ha frenato il suo entusiasmo e che possiede le stesse caratteristiche che lo confermano uno degli anelli di congiunzione tra Nashville e il nativo Texas.
Royal Wade Kimes raggiunse una certa notorietà nel 2002 grazie all’album A Dyin’ Breed che conteneva, fra l’altro, un duetto (Night Birds) con Garth Brooks. Arista votato a preservare e valorizzare la musica e, più in generale, la cultura del West Americano, Wade esordì nel 1996 con Another’s Man Sky cui fece seguito nel 2000 Hangin’ Around The Moon. Dopo il già citato A Dyin’ Breed fu la volta di Cowboy Cool (2004), del natalizio Snow (2005) e di Strikin’ Matches che uscì nel 2006.
Zane Lewis, texano di Lubbock cresciuto con una dieta a base di country music (Waylon Jennings e Merle Haggard in primis) e rock’n’roll (Lynyrd Skynyrd, Van Halen ed Elvis i suoi miti) è senza ombra di dubbio una delle più promettenti e talentuose figure che sono apparse in questi ultimi anni. Al secondo disco Zane conferma una potenza e una forza espressiva non comuni maturate attraverso una gavetta che tra l’altro l’ha portato ad aprire i concerti di gente come Dwight Yoakam, Chris Cagle e Deryl Dodd.
Makin’Hay è il nuovo cd di Paul Bogart, giovane cowboy dalla bella voce, che arriva da Tulsa, OK. Come il precedente Keep On Ridin’ West di qualche tempo fa, anche questo secondo capitolo discografico si snoda attraverso grandi country songs a volte piacevolmente tradizionali (la presenza di George Strait aleggia su tutto il cd) e a volte molto più moderne e vicino allo stile dei vari Dierks Bentley o Darryl Worley. A differenza però del primo cd, dove vi erano anche alcune covers –vedi per esempio la famosissima “The Auctioneer” - Bogart ha fatto il salto di qualità.